Batman – Una morte in Famiglia, la recensione

Fumetti
Andrea Prosperi
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Nel mondo del fumetto esistono personaggi che hanno attraversato intere epoche, accompagnato generazioni, e raccontato centinaia, a volte migliaia di storie. E in un simile oceano, non possono che svettare alcune isole, le storie più iconiche, quelle che hanno segnato il personaggio in maniera indissolubile. L’Uomo Ragno con la morte di Gwen Stacy, Tony Stark con il suo alcolismo, Batman e la visione milleriana del personaggio, in una miniserie che viene continuamente ristampata, non stancando mai.

Ma il Cavaliere Oscuro non è solo Miller. I migliori si sono cimentati nel lasciare la loro firma sul celebre detective. Fra questi, non poteva mancare Jim “Thanos” Starlin.

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Sotto una cattiva stella

Una morte in famiglia è l’ultimo ciclo dedicato al calvario editoriale di Jason Todd, il secondo Robin. La sua storia nasce da lontano, fin dall’abbandono del nido del primo Robin, Dick Grayson, divenuto a sua volta un eroe indipendente, sulle ombre del “padre” Bruce Wayne, col nome di Nightwing, lo Sparviero. Un successo editoriale, e di pubblico, che ha reso negli anni Dick uno dei più amati eroi della Distinta Concorrenza, come singolo e come leader dei Titani.

Non era facile raccogliere una simile eredità, sia nella finzione scenica per Jason, sia per gli sceneggiatori stessi, non in grado di donare al giovane eroe la giusta personalità per far presa sul pubblico. La casa editrice dunque decise di avviare un sondaggio, allegato a due numeri telefonici: uno per far vivere Todd, uno per farlo morire. Il pubblico decise. E per il secondo ragazzo meraviglia non fu che la fine.

Una fine raccontata in una potente saga diretta da Jim Starlin e disegnata dal compianto Jim Aparo, edita nel lontano 1989.

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Ritratto dell’eroe da giovane

Starlin, già noto all’epoca per la creazione di Thanos, e lavori di ampio respiro per Marvel Comics, come La morte di Capitan Marvel, non perse l’occasione di lasciare il segno in DC Comics, prima del ritorno nella Casa delle Idee, per dare il via alla immensa saga cosmica che lo ha consacrato, cominciata nel 1991 con Il Guanto dell’Infinito. Nell’opera traspare l’immensa dote dell’autore di descrivere la sensibilità dell’animo umano che pochi hanno. Il dolore, la rabbia, ma anche la gioia, divengono creta per la penna di Starlin, descrivendo una storia che ha nei suoi punti forti proprio la resa emotiva.

A completare l’accoppiata artistica un ispiratissimo Aparo, noto per aver lavorato su molte delle principali testate DC Comics, con un disegno dal tratto classico e realistico. Splash page d’eccezione, a dimostrazione di una grande esperienza e di una straordinaria capacità estetica, più che semplicemente disegnare, in alcuni passaggi sembra dipingere quadri sulla tela. Fermo immagine carichi di emotività, come se stessero per esplodere da un momento all’altro.

Un canto del cigno per Jason Todd affidato dunque ad artisti che pochi altri personaggi dei fumetti hanno potuto vantare. Nelle sue ultime pagine, il secondo Robin viene mostrato in tutto il suo essere, pregi e difetti, in un brusco riassunto di una breve esistenza. Dal dolore per la morte dei genitori, all’irresponsabilità che ne causerà la morte, fino all’innocenza della sua giovinezza, e il suo eroico coraggio, vanto di una morte crudele.

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Sorridi

Il racconto vero e proprio segue i più classici canovacci delle avventure del Cavaliere di Gotham: Joker è nuovamente in libertà, pericoloso e pronto ad uccidere. A Batman non resta che l’ennesima avventura per salvare chissà quante vite, mentre il suo giovane aiutante è alla disperata ricerca della vera madre. Due strade che finiranno per incrociarsi, consegnando Jason alla sua ultima pagina.

Starlin porta alla morte il secondo Robin, in un volume non solo ricco, come già detto, di forte emotività, ma anche di tematiche tanto care all’autore, pronto a donare al lettore riflessioni su grandi contraddizioni del mondo a lui contemporaneo. Ma anche legate al personaggio del Cavaliere Oscuro. Bruce Wayne affronta infatti una delle sue prove morali più difficili, che avrà conseguenze, anni dopo, sul pipistrello. Prova che nell’azione di Starlin non fa che segnare per l’ennesima volta una delle più forti tematiche legate all’eroe: la scelta di non uccidere.

Lo sceneggiatore esplora così la natura più intima dell’essere umano, diviso tra morale e desiderio, fra legge e giustizia, fra rabbia e controllo, rendendo Bruce Wayne il più eroe, fra gli eroi, non per i poteri, ma per il suo animo, lui sì, davvero d’acciaio.

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Ragazzo Meraviglia

Una morte in famiglia è un volume che non può mancare in una raccolta dedicata al pipistrello, con una importanza non dimenticata, e che continua ad essere viva nelle avventure attuali del Cavaliere Oscuro. La storia che ha donato in maniera definitiva fama, dignità e rispetto a Jason Todd, riabilitandone il nome e inserendolo nella mitologia di Batman.

Rimane di certo l’amaro per una scelta voluta dal pubblico, e non dagli autori. Tra l’altro anni fa Aparo diffuse la pagine che aveva realizzato in caso di vittoria per la vita del giovane Robin.

Bonus l’apparizione di Superman, l’uomo d’acciaio, raffigurato da Starlin in maniera decisamente milleriana, mantenendo l’abitudine di quegli anni, con un Kal-El quasi “boy-scout” del governo Reagan.

Attualmente potete trovare Batman: Una morte in famiglia sia sul sito RW Edizioni a questo link, oppure recuperarlo nella prestigiosa collana Eaglemoss, in edicola ogni settimana. Un acquisto assolutamente consigliato sia ai fan che non del Cavaliere di Gotham City.

Batman Una Morte in Famiglia

Batman Una Morte in Famiglia
8.3

Chine

8/10

    Disegni

    9/10

      Storia

      9/10

        Leggibilità

        9/10

          Indipendenza

          8/10

            Pros

            • Fondante per la caratterizzazione del Cavaliere Oscuro
            • Disegno di alta qualità
            • Umanamente coinvolgente

            Cons

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