GDG DevFest Bari 2016 – report dell’evento del 24 e 25 novembre

Speciali
Alessandro d'Amito
@Siberian89

Siberian89 o, per gli amici Sib. Fanatico caotico alla continua ricerca di qualcosa da fare. Fondamentalmente un fancazzista!

Giovedì 24 e venerdì 25 novembre 2016 si è tenuta nell’aula magna del Politecnico di Bari la terza edizione del GDG DevFest (#DFBa16). Gestita dal Google Developers Group di Bari, anche quest’anno è stato possibile assistere ad interessanti talk su tutto quello che ruota attorno all’universo Google, tenuti da sviluppatori professionisti e partecipare ai workshop correlati, i cui posti disponibili sono esauriti nel giro di pochissimo tempo.

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Dopo la registrazione e il benvenuto, la giornata del 24 è iniziata con il talk di Mike Trizio su Project Tango (piattaforma che permette la mappatura di interni e la misurazione della profondità tramite sensoristica), i suoi possibili utilizzi e la sua futura integrazione negli smartphone Google, seguito da Paolo Tomeo che ha esposto le basi machine learning con TensoFlow.

Dopo una pausa è il giovanissimo e competente Paolo Rotolo a salire in cattedra per parlare di Firebase e della semplificazione introdotta nella programmazione di applicazioni Android, iOS e Web soprattutto grazie alle funzioni Authentication e Notification. A chiudere la mattinata, Boris D’Amato ha parlato di reactive programming, di RxJava e del suo impiego su Android. I talk hanno lasciato successivamente lo spazio ai workshop su RxJava e Project Tango, protrattisi per tutta la giornata.

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Il 25 inizia con Angelo Parchitelli e il suo incontro su l’ecosistema Google e l’Internet of Things, partendo dalla base della prototipazione allo sfruttare il cloud di Google, seguito da Giulia Pignataro, direttamente da GDG Torino, che ha esposto il funzionamento del Guerrilla Usability Testing. Dopo l’abituale pausa, Azzurra Ragone ha parlato del design e dell’innovazione e spiegato nel dettaglio la filosofia dietro Sprint, metodo ideato da tre ingegneri di Google Ventures per testare idee in cinque giorni e descritto nel libro “Sprint, how to solve big problems and test new ideas in just five days”, mentre Francesco Marchitelli ha tenuto l’ultimo talk della giornata, intitolato Google Cloud Natural Language. Nel pomeriggio si è tenuto il workshop sulla realizzazione di piattaforme di successo, tenuto da Giulia Pignataro e correlato all’incontro da lei tenuto, seguito dalla festa di chiusura evento.

Come sempre interessante e stimolante, il DevFest è un bel modo per dimostrare l’esistenza di nuove tecnologie e di diversità di approcci, interessanti e a portata di mano se armati di passione e interesse. Peccato non vedere i corsi di studi aggiornati con la stessa passione.

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