La Genesi del Secolo Breve – Guerra Bianca, la Recensione

Fumetti
Andrea Prosperi
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Il titolo della nostra recensione prende in prestito la celebre definizione dello storico Eric Hobsbawm. Egli infatti teorizzò, parlando del XX Secolo, l’esistenza di un vero e proprio “Secolo Breve”, apertosi con la I Guerra Mondiale, per poi essersi chiuso con la fine dell’Unione Sovietica, e con essa della Guerra Fredda. Un secolo che ha mostrato il lato peggiore dell’essere umano, un secolo fatto di tragedie, un secolo che ha generato mostri. Il volume di cui andremo a parlare tratta quello che per lo studioso è l’incipit di questo dramma durato quasi ottant’anni: la Grande Guerra.

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Picasso

Si narra che osservando Guernica, un ignaro osservatore abbia chiesto al pittore se fosse egli colui che aveva dipinto un tale orrore. Il maestro, secondo la leggenda, rispose con un emblematico “No, siete stati voi.”. Allo stesso modo, i due autori del volume non sono stati che il tramite, il mezzo attraverso cui viene oggi narrata a noi questa crudele storia.

Robbie Morrison è lo sceneggiatore, inglese, famoso in patria per diversi lavori su alcune importanti testate come 2000 AD, serie antologica che da decenni propone racconti dedicati alla fantascienza. Nelle pagine introduttive a questo volume, racconta di come l’idea sia nata attraverso un documentario, e si sia pian piano resa più chiara attraverso un soggiorno in Italia, a Frascati, al punto tale che i protagonisti della storia hanno dei nomi che l’autore ha trovato su un monumento ai caduti che, come in tanti paesi in Italia, tristemente decora la città. Tristemente perché portando la memoria di tante e tante tragedie.

Ma lo stesso autore è ben consapevole che se in quel 1998 il volume divenne immediatamente un cult è anche merito dell’immensa opera di un artista sconosciuto ai più fino ad allora, Charlie Adlard. Guerra Bianca infatti è stato il vero punto di svolta per la carriera del disegnatore, diventato fin dal numero 7 la matita attraverso la quale The Walking Dead prende forma. Nei suoi disegni, crudi, cruenti, dolorosi, in grado di trasmettere emozioni attraverso lo sporco del suo tratto, possiamo già riconoscere quelli che saranno i tratti distintivi del suo successo. La scelta del bianco e nero continua a renderlo doppiamente protagonista delle tavole.

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Gelida Morte

Guerra Bianca narra le vicende avvenute al fronte austro-italiano, a partire dal 1916. Il volume si apre con una inquadratura fortemente cinematografica, una sequenza di vignette che ci trasporta immediatamente nel mezzo dell’azione. Il punto di vista dominante per l’intero racconto sarà affidato ad un giovane soldato, prima arruolato nelle forze austriache, per poi, all’entrata in guerra degli italiani, essere catturato decidendo così di cambiar bandiera, a causa della sua nascita in Istria.

Un racconto di morte, fatto di realismo e bestializzazione dell’animo umano fin nel profondo. La lotta degli ultimi, la lotta dei piccoli soldati che muoiono a causa dei potenti, lontani, al caldo e al sicuro nei loro salotti. Durante l’arco del volume la morte si farà presente ai nostri occhi in più forme: la morte come strumento di sopravvivenza per gli uomini, la morte come liberazione dalle sofferenze di una vita che non sarà mai più la stessa, la morte come punizione della natura.

Guerra Bianca è un titolo che è tutt’altro che simbolico, anzi, è pienamente evocativo dei devastanti inverni passati dai soldati nelle trincee, al gelo, con la vera Morte Bianca costituita dalle valanghe, lì dove la natura non accetta padroni. Valanghe foriere di morte, causate spesso volontariamente dagli uomini per colpire altri uomini, senza sapere che la montagna stessa si sarebbe abbattuta ugualmente su di loro, senza vincitori né vinti, senza distinzione alcuna.

Il dramma viene reso splendidamente attraverso il disegno, vero e proprio motore trainante della narrazione. Adlard mostra il volgersi dell’azione in maniera costantemente degradante, immergendoci totalmente nelle sequenze, descrivendo così la scena a 360 gradi. Un racconto che ha nei suoi punti di forza la capacità di dare voce non solo alla battaglia, ma anche a ciò che avviene dietro le linee. Ufficiali alla ricerca di gloria, indifferenti verso le vite nelle loro mani, il dolore dei mutilati, la morte della speranza negli occhi dei soldati, clienti di bordelli non più per piacere, ma quasi per meccanico istinto. La chiusura giunge parallela all’incipit, similmente a come anni dopo avvenne nella celebre serie Lost.

Una chiusura che non lascia null’altro che amarezza, per una realtà che di fantasia non ha nulla.

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Eroi?

Difficile trovare eroi nella crudeltà di un racconto simile. Ma cosa è esattamente un eroe? In un dramma dove è l’umanità intera a uscirne sconfitta, non è affatto facile trovare una risposta. Se non che forse il vero “supereroe” è colui in grado di mantenere la propria umanità laddove chiunque altro non può fare a meno di perderla.

Gli unici veri difetti sono la velocità della narrazione, che ne rende superficiali alcuni passaggi, lasciando molto al lettore. Una scelta che può essere stata volontaria da parte degli autori, volta a mantenere anche nel ritmo quel senso di caducità costante, per non entrare in vera empatia con i personaggi secondari, e anzi per mostrarci come in una guerra fatta di fragilità e dolore, non ci sia spazio per l’uomo, ma solo per la bestia.

Un volume profondo, compatto, un cult che non può mancare nella propria libreria, e che SaldaPress ripropone, insieme a buona parte della produzione Image Comics.

Guerra Bianca lo trovate in fumetteria al costo di 12,90€, dal 2 Dicembre.

Guerra Bianca

Guerra Bianca
8.3

Chine

8/10

    Disegni

    9/10

      Storia

      8/10

        Leggibilità

        9/10

          Indipendenza

          9/10

            Pros

            • Disegni ideali per l'opera
            • Bianco e nero
            • Attinenza storica

            Cons

            • Velocità
            • Poca caratterizzazione in alcuni punti del racconto

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