Mani Insanguinate – Nailbiter vol. 2, la Recensione

Fumetti
Andrea Prosperi
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Se c’è qualcosa in cui la Image Comics ci sta stupendo, è nel saper spaziare nei vari generi della narrazione. Dal genere supereroistico di Spawn e Invincibile, alla fantascienza in Copperhead ed al più sanguinario horror con l’acclamato The Walking Dead e, con questa nostra nuova lettura, Nailbiter.

Arrivato in Italia al volume 2, edito da SaldaPress, possiede tutte le carte in regola per diventare un piccolo cult del genere.

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Matite insanguinate

La coppia sceneggiatore/disegnatore è costituita da Joshua Williamson e Mike Henderson, non si può parlare dell’uno senza l’altro, vista la forte sinergia intrinseca nel loro lavoro. Reduci da un’altra serie horror scritta in coppia, Mask&Mobsters, mostrano chiaramente di sapersi destreggiare senza paura in questo difficile genere.

Williamson mostra una certa derivazione, nelle tecniche narrative, dalle attuali serializzazioni televisive. La narrazione procede in maniera episodica, lungo un asse verticale ben preciso, con piccole derivazioni per ampliare le conoscenze del lettore, per incuriosirlo, ma anche confonderlo. Divertente vedere come la vicenda sia ambientata in Oregon, non lontano da Portland, casa dello scrittore.

Ad accompagnarlo c’è il disegno di Henderson, chiaro, semplice, lineare, con tavole molto cinematografiche, per donare un’idea di movimento, ma al tempo stesso di ansia nell’azione. Un buon lavoro che non risente di cali di tono e che riesce a rendere al meglio anche nelle poche situazioni comiche. L’utilizzo di tavole dal disegno statico per alimentare la tensione è encomiabile, un valore aggiunto per questi due autori così legati.

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True Detective

Le prime pagine del secondo volume aiutano a riassumere in breve cosa avviene nella prima parte della storia. Siamo a Buckaroo, cittadina sperduta nelle campagne americane, quei classici piccoli paesi fra paludi, boschi, prati, quel mondo dove ci si aspetta che il detective Rust Cohle, protagonista della prima stagione di True Detective, possa comparire da un momento all’altro. Ed è proprio ai fan della serie TV con il premio Oscar Matthew McCounaghey che questa serie è assolutamente consigliata: una città con al suo attivo almeno sedici serial killer negli ultimi trent’anni, la minaccia di un qualcosa che non sia casuale, e la ricerca di una verità macabra, scabrosa, in un susseguirsi di tragiche morti.

Questa è Buckaroo. Dove la storia inizia con l’arrivo dell’oscuro agente FBI Nicholas Finch, richiamato dal collega e amico Charles Carroll, che sta indagando sulla causa di un tale numero di serial killer, scomparso poco dopo la telefonata. Nel primo volume vedremo quindi Nicholas alla ricerca dell’amico, ritrovato con braccia e gambe amputate ma fortunatamente ancora vivo, ma allo stato attuale in coma e di poco aiuto.

Il cast dei comprimari è composto anche dall’agente di polizia Shannon Crane, complice di Finch nella ricerca della verità, e l’ultimo degli assassini di Buckaroo, il mangiatore di unghie (da qui il titolo NailbiterEdward Warren, dichiarato innocente dalla giuria, ma che non nega la cruda verità del suo passato.

Nel primo volume abbiamo potuto vedere il presentarsi di un nuovo e crudele assassino, con la predilezione per il fare a pezzi le sue vittime, non senza averle prima sfruttate per i suoi scopi.

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Paranoia

Nel secondo volume vediamo la storia tendere ad ampliarsi, con capitoli più dedicati ad approfondire i caratteri dei vari comprimari, accompagnando il crescendo dell’attenzione mediatica che si è nuovamente riservata sulla città. Una piccola perla il capitolo dedicato alla presenza di Brian Michael Bendis, uno dei più celebri autori di fumetti (sceneggiatore della stragrande maggioranza dei Crossover Marvel degli ultimi quindici anni, e acclamato gestore della serie Ultimate Spiderman). Un capitolo piuttosto leggero, che aiuta a prendere tempo per mostrarci con realismo il crescente “circo” dei media.

Così, mentre i giornalisti fiutano lo scoop ovunque cercando e scavando in ogni angolo, la popolazione tende a cadere sempre più nella paura, nel timore, nella paranoia. Chi è il nuovo serial killer? Chi sarà la sua prossima vittima? Ma soprattutto, perché Buckaroo?

Interessante quindi vedere come al fianco della vicenda principale, la ricerca dell’omicida, il thriller/horror di un’indagine mortale, troviamo un approfondimento dell’animo umano, alla ricerca della salvezza, della verità, o semplicemente di un modo per scacciare la paura.

Uomini che tornano alla religione, affidandosi ad un Dio sconosciuto, per sfuggire a una minaccia che ha sempre più il sapore della mano del Diavolo in tutto ciò. La paranoia che si respira nelle strade, la paura che traspare nello sguardo di chi non sa cosa fare, per sé e per i propri cari. Questo secondo volume ci offre dunque un forte sguardo all’umanità, mostrandoci la pazzia che può impossessarsi di chiunque, anche dei più insospettabili.

Mentre uno spietato macellaio continua ad essere a piede libero e a mietere le sue vittime.

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Oscurità

La verità appare ancora lontana per Finch e Crane, con una città che cade nella follia, assediati dai media, con sul loro collo il freddo respiro di un’anima oscura.

Nailbiter continua ad emozionare, in maniera differente dal primo volume. Se infatti il primo volume ci dona i primi cinque capitoli, con un’azione che inizia immediatamente concentrandosi sullo scenario principale, questo secondo volume risulta più lento, ma al tempo stesso efficace in un tipo di narrazione diversa. L’area narrativa si amplia, le vie da percorrere anche, donando non solo allo sceneggiatore, ma al lettore stesso, un racconto a tutto tondo, un open world in cui muoversi, rappresentato da questa tenebrosa e maledetta città.

Arrivati al numero 2, Nailbiter non delude, mantiene le aspettative, e l’unico vero augurio che possiamo farci è di non vedere questa serie andare oltre una lunghezza predestinata, continuando con questo piacevole ritmo, e non inserendo nuovi elementi al solo scopo di allungare la narrazione. Williamson e Henderson sembrano non averne intenzione, quindi non ci resta che aspettare il terzo volume di questa inquietante storia.

L’edizione, come da buona scuola SaldaPress, non delude, con diversi bonus a fine volume, fra cui delle splendide tavole variant per la cover che potete osservare qui sotto.

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Potete trovare il primo volume direttamente sul sito ufficiale SaldaPress mentre, il secondo, lo troverete in fumetteria da settimana prossima sempre a 14,90€!

Nailbiter vol. 2

Nailbiter vol. 2
7.84

Chine

8/10

    Disegni

    8/10

      Storia

      8/10

        Leggibilità

        8/10

          Indipendenza

          8/10

            Pros

            • Analisi dell'animo umano
            • Sinergia disegno/sceneggiatura
            • Ampliamento delle prospettive, un racconto a 360°

            Cons

            • Narrazione che rallenta rispetto al primo volume
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