Patchwork – Recensione

BDQ: Boardgames di Qualità
Stefano Zappa

Stefano, classe 1984, è da sempre appassionato di romanzi fantasy, tra cui le opere del maestro Tolkien e George R. R. Martin. Scopre al liceo i wargame targati Games Workshop e inizia a dipingere miniature, arrivando ad ottenere diversi lavori su commissione. [..]

Patchwork è un gioco per soli due giocatori, ideato dall’acclamato autore Uwe Rosenberg. Uscito nel 2014, ha subito riscosso un ampio successo grazie alla sua durata contenuta e al suo essere semplice ma abbastanza profondo. Edito in Italia da Uplay.it Edizioni.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 30 minuti
  • Età consigliata: dagli 8 anni in su
  • Prezzo: 17,90€

L’ambientazione del gioco non è delle più avvincenti: due giocatori si sfidano a creare un tessuto in patchwork il più omogeneo possibile utilizzando pezze di stoffa. La tematica difficilmente convincerebbe qualcuno a comprare il titolo, ma fortunatamente è solo un pretesto per presentare un sistema di regole molto valido e appassionante.

COMPONENTI

La grandezza della scatola è contenuta data la tipologia di gioco. Al suo interno troviamo una plancia segnatempo per scandire i turni di gioco, due plance giocatore su cui verranno sistemati i “pezzi di tessuto”, 33 cartoncini con forme differenti che rappresentano i “pezzi di tessuto” e che presentano un costo in bottoni ed uno in tempo, numerosi token a forma di bottone, due pedine giocatore e una pedina aggiuntiva in legno.

 

IL GIOCO IN BREVE

Il regolamento è molto semplice. Lo presento in maniera veloce, tralasciando qualche piccolo dettaglio, ma dando una visione d’insieme di una partita tipo.

A inizio partita ogni giocatore parte con 5 token bottone che fungono da moneta nel gioco. Si piazza la plancia segnatempo al centro del tavolo con le pedine giocatore sulla prima casella. Le tessere tessuto vengono disposte casualmente in cerchio attorno alla plancia e la pedina in legno viene sistemata subito dopo il tessuto più piccolo.

Durante il proprio turno ogni giocatore avrà a disposizione una sola azione tra le seguenti:

  • Prendere una tessera tessuto: si può comprare coi propri bottoni una delle 3 tessere successive alla posizione della pedina in legno, facendola avanzare al posto del pezzo raccolto. Una clessidra sul pezzo indica di quanto far avanzare la propria pedina sul tabellone segnatempo. Il tessuto viene quindi messo sulla plancia giocatore per completare il proprio patchwork.
  • Saltare il turno: si muove la propria pedina fino a saltare quella dell’avversario, guadagnano un bottone per ogni spazio attraversato.

La partita termina quando entrambi i giocatori raggiungono la fine della plancia segnatempo con la propria pedina. Il punteggio dei punti si calcola sommando i costi in bottone dei tessuti usati, i bottoni avanzati ed eventuali bonus (es.  aver completato per primo un disegno di 7×7 caselle); al risultato si sottraggono 2 punti per ogni casella vuota della propria plancia giocatore. Ovviamente vince chi ha il punteggio più alto.

COMMENTI

Il gioco rientra nella categoria dei cosiddetti “astratti”, ovvero titoli in cui l’ambientazione è solo un pretesto per presentare le regole. La tematica che può suscitare poco interesse, si rivela un punto di forza dal lato personalizzazione: è un attimo sostituire i bottoni di cartone con bottoni veri e le tessere tessuto con veri scampoli colorati ritagliati con le forme adatte, aggiungendo fascino ad un gioco che presenta comunque già di suo degli ottimi materiali.

La sfida proposta è tutt’altro che semplice, soprattutto durante le prime partite: si possono calcolare male gli spazi su cui piazzare i tessuti o lasciare vantaggi all’avversario se non si mantiene alta la concentrazione. Mi è capitato più di una volta di finire alcune partite col punteggio in negativo. Chi ha un passato da giocatore accanito di Tetris sarà senz’altro avvantaggiato.

Patchwork è sempre piaciuto a tutte le persone a cui l’ho proposto e la durata contenuta permette di rigiocare più partite nella stessa serata, concedendo eventuali rivincite a mogli e fidanzate: sì, piace molto anche a loro!

Aggiungi un commento all'articolo! Clicca qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altri articoli in BDQ: Boardgames di Qualità

Jamaica – Recensione

Stefano Zappa15 novembre 2016

Dungeons and Dragons: il gioco di ruolo entra nella Toy Hall of Fame

Angelo Tartarella13 novembre 2016

Star Wars: X-Wing – Recensione

Stefano Zappa8 novembre 2016

Jungle Speed – Recensione

Stefano Zappa1 novembre 2016

Cosmic Encounter – Recensione

Stefano Zappa25 ottobre 2016

Il Trono Di Spade – Recensione

Stefano Zappa18 ottobre 2016