Sherlock 4×01 The Six Thatchers – La Recensione

Recensioni
Andrea Prosperi
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Netflix propone, in differita di poche ore dalla trasmissione sulla BBC, la prima puntata di questa quarta stagione dedicata all’investigatore più amato di tutti i tempi, Sherlock Holmes.

Da mezzanotte è infatti disponibile, già doppiato in italiano, il primo episodio, mentre i prossimi arriveranno con le stesse tempistiche, quindi alla mezzanotte del 9 e del 16 Gennaio. Un’attesa durata tre anni, con un unico palliativo lo speciale episodio The Abominable Bride, rilasciato in occasione delle festività natalizie del 2015. Mentre le notizie su una chiusura definitiva o meno della serie continuano a rincorrersi, non ci rimane che goderci questi tre veri e propri film, con la sempreverde interpretazione di Benedict Cumberbatch e di Martin Freeman.

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Una Nuova Speranza

L’episodio a cui farà affidamento questa recensione è la versione originale, non si terrà dunque conto del fattore doppiaggio. Non si tratta di una presa di posizione del recensore sulla diatriba sul doppiaggio o meno, ma semplicemente di una predilezione per la voce originale di Cumberbatch, che dona una profondità maggiore al personaggio di Sherlock.

La quarta stagione inizia da dove si era fermata la stagione precedente, con il ritorno di Sherlock a seguito della diffusione in tutto il paese del “Miss me?” del suo acerrimo nemico, James Moriarty, morto alla conclusione della seconda stagione, nel celebre episodio “Le cascate di Reichenbach“. Ma c’è ancora qualcosa da risolvere, pulire l’immagine dell’investigatore londinese dall’omicidio commesso al termine della stagione precedente. Nulla di più facile, quando al suo fianco ha il potente fratello Mycroft, che riesce a far uscire pulito Sherlock vista la sua importanza nell’affrontare una minaccia come quella di Moriarty.

Come di consueto, per questa serie non si parla di semplici episodi, ma di veri e propri film autoconclusivi, con una trama di fondo che li unisce, dalla durata di 90 minuti circa. E in questi novanta minuti possiamo dunque trovare una vera e propria tripartizione.

Nella prima parte dell’episodio, i toni si fanno di fatto rilassati. La regia si mantiene sulle classiche inquadrature dei momenti comici della coppia Sherlock/John, con l’intromissione del nuovo terzo elemento, Mary, in favore di un rinnovarsi di situazioni, simili ma diverse, rendendo di fatto la sceneggiatura ancora originale, trasformando i cliché in nuove risate. Il tutto, con sullo sfondo la gravidanza di Mary, la nascita di Rosie, ed un vero nuovo equilibrio nelle dinamiche relazionali del gruppo.

Divertente, in questa prima parte, la citazione de “Il segno dei quattro”, con la caccia al ladro con il cane Toby. Nuova citazione a Barbarossa, che in questa stagione ci venga finalmente svelata la storia fra Sherlock e il suo cane, che ci portiamo avanti da diverse stagioni?

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L’Impero Colpisce Ancora

Cambio di registro nella seconda parte della narrazione. Tornano i fantasmi di Mary, minacce che potrebbero ledere John e Rosie. Una rocambolesca partenza, un cambio di inquadrature, di scene, di luoghi, un salire della tensione in cui la serie non si smentisce, per poi un fantastico scioglimento, nella commedia. Ma i toni risultano amari rispetto all’incipit della puntata. Il pericolo si muove sullo sfondo, la morte aleggia. Continuano a risuonare nella testa dello spettatore le parole del racconto citato più volte sul mercante di Samara. Potrebbe non essere una puntata come le altre. Risate, azione, ma l’ombra costante non si allontana dallo schermo.

In un’ora in mezza, per alcuni motivi molto tempo, ma per altri motivi ben poco, sullo schermo riescono a muoversi e a districarsi diverse trame che vanno ad intrecciarsi. Questo perché Sherlock non è solamente azione, ma anche introspezione psicologica, evoluzione dei personaggi, la realizzazione di rapporti a tutto tondo. Così, mentre il pericolo aleggia, Mary e John arrivano allo scontro sulla difficoltà della loro relazione. Sensi di colpa, silenzi e segreti ci mostrano una coppia che non ha tanto di diverso da molte coppie del mondo reale, alle prese con tante difficoltà. Si evolve così non solo Mary, ma soprattutto John, rivelando un uomo meno perfetto di quel che conosciamo, un uomo fallace, un uomo più “umano”.

Perché se ci hanno abituati ad uno Sherlock quasi cibernetico, non diverso è il John eticamente e moralmente talmente perfetto da poter essere disumano. Con questo episodio, John torna a vivere in equilibrio su una bilancia, un personaggio che ne esce rinnovato.

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Il Ritorno dello Jedi

Dietro la nebbia, c’è un altro mistero. Questo è ciò a cui ci ha abituato Sherlock in questi anni. E così, là dove il caso sembrava risolto, una nuova ombra esce fuori. E no, non è chi pensiamo possa essere. Per tutto l’episodio Moriarty rimane una presenza, una sorta di virus, citando The Abominable Bride.

Un caso ai più irrisolvibile, ma che finalmente trova una soluzione. Ma là dove sembra che il caso più difficile di Holmes sia ormai risolto, si genera la più grande delle difficoltà: salvare John Watson.

Salvarlo da se stesso. Salvarlo dal baratro in cui la morte di Mary lo getterà in questo finire della puntata. E così come John viene mostrato più umano, anche il detective di Baker Street subisce un trattamento simile da parte della sceneggiatura: nel compiersi di una evoluzione cominciata fin dalla prima stagione, il glaciale investigatore ha da prima provato l’amicizia, l’amore, l’importanza dei sentimenti come collanti fra gli esseri umani. Per poi, in questa puntata, prima fallire a causa della sua superbia (“Dica per me “Norbury” signora Hudson), e poi trovarsi ad affrontare un caso che non può essere risolto con la semplice astuzia, con la logica, o con l’intelletto. L’unico caso che potrà risolvere solamente comprendendo in maniera totale, l’animo dell’essere umano. John ha ormai alzato un muro con Sherlock, colpevole del lutto, a suo dire. Riuscirà Holmes a distruggere quel muro?

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Miss Me?

Difficile giudicare una puntata di Sherlock con i classici parametri di una serie TV, proprio perché ci troviamo di fronte a veri e propri film. Nonostante il tempo trascorso con le precedenti stagioni, i due principali interpreti risultano totalmente a loro agio con i personaggi, come una vera e propria seconda pelle. La stagione si apre dunque con un lutto come mai ne abbiamo visti, considerando che l’unico parallelo, la morte di Sherlock, fu uno stratagemma svelato agli spettatori fin da subito. Si va dunque a ricreare il dualismo Sherlock/John, in una crisi più ampia che mai.

La morte di Mary è tra l’altro citazione della scomparsa del personaggio dai racconti di Sir Arthur Conan Doyle, dove appunto lo scrittore preferì continuare con la semplice coppia, senza introdurre nuovi personaggi fissi sul palcoscenico dei suoi racconti.

Riuscirà la premiata coppia Gatiss & Moffat a replicare il successo delle stagioni precedenti? Scopritelo con noi con le recensioni delle prossime puntate!

Sherlock 4x01 The Six Thatchers

Sherlock 4x01 The Six Thatchers
8.5

Trama

8/10

    Intrattenimento

    9/10

      Regia

      9/10

        Cast

        9/10

          Sceneggiatura

          9/10

            Pros

            • Evoluzione dei personaggi
            • Nuovi equilibri
            • Intrattenimento d'eccezione

            Cons

            • Nessun avanzamento della trama di fondo
            • Poca sperimentazione nella regia

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