Snowden – recensione del film di Oliver Stone

Cinema
Alessandro d'Amito
@Siberian89

Siberian89 o, per gli amici Sib. Fanatico caotico alla continua ricerca di qualcosa da fare. Fondamentalmente un fancazzista!

Dal 24 novembre è in programmazione al cinema Snowden, film di Oliver Stone basato sulla biografia di Edward Snowden estrapolata dai due libri The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena. Per quanto il film abbia l’obbiettivo di riportare la storia del geniale “tecnico informatico” su grande schermo, Oliver Stone non riesce a rinunciare a qualche licenza artistica di troppo, proponendo una regia perfettamente in media con il resto di Hollywood.

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La storia di Snowden la conosciamo tutti, chi più chi meno, ed è una storia di grande rilievo storico, politico e sociale. Grazie al suo lavoro e alla sua acutezza mentale, Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt) ha scoperto che il governo statunitense come consuetudine traccia ogni forma di comunicazione digitale, anche di normali cittadini, tramite la scusa della lotta al terrorismo. Per via dei suoi saldi principi, Edward decide di rischiare la sua vita e cancellare la sua carriera raccogliendo le prove di questa raccolta dati scellerata e, nel 2013, Snowden abbandona il suo lavoro alla NSA per fuggire ad Hong Kong, dove incontrerà la regista Laura Poitras (Melissa Leo) e i giornalisti Glenn Greenwald (Zachary Quinto) e Ewen MacAskill (Tom Wilkinson) nella speranza di riuscire a rendere pubbliche le prove dello spionaggio che gli USA hanno compiuto per anni su tutta la popolazione mondiale.

 

Il film si sviluppa su due linee temporali distinte: la prima, con cui ci troviamo subito faccia a faccia, ci mostra Snowden entrare in contatto con la stampa per poter diffondere tutto quello che ha scoperto negli anni in cui ha lavorato per il governo degli Stati Uniti. La seconda parte del film descrive il congedo per problemi fisici di Snowden dalle Forze Speciali e ripercorre tutti gli eventi chiave fino a ricongiungersi alla prima e culminare nel vero Edward Snowden che spiega il perché della sua decisione. Per quanto la parte ambientata nel 2013 sia piena di tensione per la paura che Edward possa essere scoperto prima di riuscire a far pubblicare le prove dello spionaggio, il film fa giustamente affidamento sulla storia narrata per mantenere l’attenzione dello spettatore, partendo però un po’ troppo indietro con gli eventi e infarcendo qua e là con scene relativamente inutili.

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Per quanto i 134 minuti non pesino, grazie alla buona regia di Oliver Stone, lo stesso regista non si prodiga più del dovuto nella realizzazione delle scene, con un risultato sicuramente buono ma deludente se legato al nome altisonante. Inoltre, la scelta di voler inserire un paio di shot “poetici” all’interno di un film nella media, sembra forzata e stona. Non ha senso, ovviamente, giudicare la trama, basata su eventi reali, ma sicuramente alcune scene sono un po’ troppo enfatizzate, in nome della tensione o della resa cinematografica. Un’altra grande forzatura è il rapporto che si mostra su schermo tra Edward e la sua compagna  Lindsay Mills (Shailene Woodley), volto per lo più a mostrare la differenza tra segreti, numeri e codice incarnati da Edward e verità, amore e carne incarnati dalla fotografa. Che tra i due ci sia un rapporto affettivo non è in discussione, ovviamente, ma è il modo in cui è stato reso a sembrare abbastanza finto e spesso sopra le righe. Un peccato perché questa resa va ad intaccare un po’ l’interpretazione di Shailene Woodley, brava nel suo ruolo, mentre Joseph Gordon-Levitt è talmente ben calato nel personaggio da essere la vera anima di tutto il film.

Per concludere, Snowden è un film scorrevole e interessante, la storia vera di una persona che ha cambiato la concezione che avevamo del mondo. Piacevole e scorrevole, non fa nulla di diverso da qualsiasi altro film basato su una storia vera prodotto da Hollywood recentemente. Sicuramente meritevole di essere visto ma molto lontano dall’essere un film memorabile.

Snowden

Snowden
7.3

Cast

7/10

    Regia

    7/10

      Interpretazione

      8/10

        Fotografia

        7/10

          Trama

          9/10

            Pros

            • Scorrevole e piacevole
            • Alla portata di tutti
            • Ottima prova di Joseph Gordon-Levitt

            Cons

            • Romanzato in maniera eccessiva
            • Colonna sonora generalista
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