Uno sceriffo ai confini dell’Universo – Copperhead Vol. 1, la recensione

Anteprime
Andrea Prosperi
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Quando pensiamo al fumetto americano non dovremmo riferirci solo ai due grandi colossi Marvel e DC, ma anche, e soprattutto, a realtà come la Image Comics. Ricordiamo che la casa editrice fu fondata nel 1992, da artisti come Todd McFarlane, già celebre al pubblico per lavori come il debutto di Venom. Da quel 1992 sono passati più di vent’anni, che hanno visto le creazioni della Image diffondersi sempre più, Spawn in testa, senza dimenticare i successi del momento, rappresentati da The Walking Dead e Invincible, entrambi in Italia per SaldaPress.

SaldaPress si occupa di pubblicare in Italia diverse serie targate Image Comics, fra cui Copperhead, space western che troverete in fumetteria dalla prossima settimana.

Dietro l’opera

Chi sono la penna e la matita di Copperhead? La sceneggiatura è di Jay Faerber, scrittore tutt’altro che debuttante, con all’attivo dei lavori targati sia Marvel (Generation X e New Warriors) sia DC (Titani). Sceneggiatore anche di diverse Serie TV,  in questo space western vediamo una dimostrazione dei suoi punti di forza: una crime story che trova nell’ambiente spaziale più un contesto in cui inserire la storia, che un pretesto per la storia stessa, che rimane, nel fondo, indipendente. L’esperienza dell’autore nel mondo della televisione è palese nella struttura dei capitoli, con un ritmo molto televisivo che spinge il lettore a desiderare la “puntata” successiva. Ottimi i cliffhanger, senza inutili pretese.

I disegni sono di Scott Godlewski, insieme alla co-creazione dell’opera. L’artista, noto anche per i suoi recenti lavori con DC/Vertigo, ha davvero un’ ottima capacità di rappresentazione del genere, mescolando sapientemente elementi provenienti sia dalla fantascienza che dal western, donandoci una realtà fatta di deserti e di tecnologia, senza che essi vadano a scontrarsi, amalgamandosi perfettamente nella tavola.

Una particolare menzione va fatta a Ron Riley, il colorista, che è il valore aggiunto a questo volume. L’utilizzo dei colori di Riley è un vero piacere per gli occhi e donano alle tavole un effetto veramente raro. Le scale di rossi lasciano, senza alcun disturbo, il posto a colori freddi, non al servizio del disegno, ma alla sua esaltazione. Il tocco finale che contribuisce a donarci quell’effetto “spaziale” e “interstellare”, sono quei colori che associamo così facilmente a realtà altre.

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Tatooine, sei tu?

Una città dominata dall’anarchia, dalla violenza, allo sbando, ricca di criminali, ai confini dell’universo conosciuto. Come se ci venisse raccontata la vita quotidiana di quei pianeti che nella celebre saga di George Lucas abbiamo visto appena di sfuggita.

La narrazione nasce quasi in media res, non raccontando gli antefatti, della città e del pianeta, ma lasciandoceli intuire proseguendo nel racconto, con citazioni e dialoghi dei personaggi che ci aiutano, pian piano, a ricostruire il puzzle, generando sempre più curiosità nel lettore. Scopriamo, dunque, di trovarci su un pianeta reduce da una guerra fra razze, in una sorta di finta pace dovuta a precarie alleanze e fragili accordi.

La protagonista è Clara Bronson, nuovo sceriffo della cittadina di Copperhead (nome che deriva dalla specie di serpente nota in Italia come testa di rame), che si trasferisce insieme al figlio Zeke. I primi capitoli vengono utilizzati da Faerber per mettere al loro posto tutti i vari comprimari di questa serie, introducendoci nel frattempo nelle tematiche fondamentali della sua storia. Un piccolo ciclo di introduzione che ci dà un assaggio di quella che sarà la storia vera e propria.

Il filo conduttore sarà costituito dalle avventure del nuovo sceriffo, la cui presenza non sarà che un fastidio per chi domina la corruzione locale, alla ricerca di un sistema per liberarsi di una personalità così ingombrante. Clara è infatti una donna forte, tutt’altro che remissiva, e che trova il suo unico punto debole nell’amore per il figlio Zeke. Zeke che tra l’altro è un punto interrogativo nell’economia della serie: vivrà una evoluzione come quella di Carl in The Walking Dead o rimarrà legato ai cliché del personaggio? Siamo davvero curioso di leggere come proseguirà questa avventura spaziale!

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Futuro Presente

Mentre la storia prosegue lungo la linea principale, ci sono delle forti tematiche che vengono accennate in maniera delicata, ma che sono la chiara ed evidente premessa di ciò che è la maggiore critica sociale che interessa agli autori: il razzismo. Attraverso infatti l’utilizzo delle diverse razze che popolano il mondo di Copperhead veniamo a conoscenza di come gli esseri umani si ritengano superiori, rifiutando di dare ruoli di primo piano alle razze comprimarie. Non solo alieni, ma vediamo anche pregiudizi decisamente radicati verso coloro che sono uomini, ma artificiali, creati in laboratorio. Un piccolo melting pot che affronta dei difficili temi, non solo per gli States, mai attuali come ora, ma anche qui nella vecchia Europa. Come questo argomento verrà affrontato, e quale che sarà il messaggio dell’opera in tal senso, lo scopriremo solamente con il proseguire della serie.

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Testa di Rame

Come suggerito già dal titolo, ci troviamo di fronte a un vero e proprio western, in cui, come già detto, l’ambientazione galattica, è più un motivo estetico, che una parte fondante della trama principale. Copperhead sarebbe potuto essere efficace anche ambientato nel vero Selvaggio West, ma in fondo la scelta si è rivelata decisamente felice, donandoci una storia che trova nella parte grafica non una schiava ma una perfetta compagna che rende la serie unica. Avendo ritmi decisamente “televisivi”, la serie non delude ed è in perfetta linea con il genere, essendo corollario di diversi elementi: terre maledette, intrighi, corruzione, una buona dose di splatter, anche se leggero, e un ritmo serrato dell’azione. Un primo volume che merita davvero di essere letto, mentre scopriremo nelle prossime uscite l’originalità della serie, unica vera riserva che terremo per un giudizio futuro.

Bonus sono i contenuti aggiuntivi del volume, fra disegni preparatori e note degli autori, un in più che viene assolutamente apprezzato.

Consigliato non solo agli amanti dello space western, ma anche a chi vuole avvicinarsi al fumetto americano, senza per questo dover leggere di supereroi. Assolutamente godibile senza leggere altro, sia perché parliamo di un numero 1, ma anche perché il primo ciclo si conclude esattamente con questo volume, rendendolo quasi un one-shot.

In fumetteria da settimana prossima a 14,90€, da SaldaPress.

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Copperhead

Copperhead
7.9

Chine

9/10

    Disegni

    8/10

      Storia

      8/10

        Leggibilità

        8/10

          Indipendenza

          9/10

            Pros

            • Totale indipendenza
            • Colori di alto livello
            • Ottimo Design
            • Ritmo serrato
            • Maturità nelle tematiche

            Cons

            • Non troppo originale
            • Legato ai cliché del genere

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