Visione – Un po’ peggio di un uomo

Fumetti
Andrea Prosperi
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Cogliendo l’occasione dell’ultimo Lucca Comics, e dopo qualche mese dall’inizio della nuova linea “Nuovissima Marvel”, Panini Comics cala uno straordinario tris d’assi: la miniserie rivelazione, Visione, l’entusiasmante dramma politico di Pantera Nera, e la certezza ormai di Moon Knight, un vero e proprio cavaliere oscuro in salsa Marvel. Tre cartonati che hanno reso questo novembre davvero esaltante, sia per i vecchi lettori, sia chi per la prima volta vuole affacciarsi a questo mondo. E fra questi tre il mio consiglio ricade proprio su Visione, che sarà composto da soli dodici capitoli, raccolti in due cartonati: breve, incisiva, inquietante.

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La sceneggiatura è affidata a Tom King, reduce da un ottimo lavoro in DC Comics. Nel suo scrivere riusciamo facilmente a scorgere il proprio background personale, con un passato all’interno della CIA: atmosfere inquietanti si seguono una dopo l’altra in quello che dopo un breve attimo di spensieratezza si rivela essere un grande thriller, che poco ha a che fare con le classiche storie a cui siamo abituati. Al noir principale vanno aggiunte diverse tematiche vengono affrontate nel corso della storia, dal difficile concetto per definire cosa sia umano, attraversando lo spinoso tema della diversità.

I disegni sono invece di Gabriel Hernandez Walta, decisamente nuovo in Marvel, ma che riesce ad evidenziare il tono della storia con il suo tratto, duro, che mostra, attraverso le espressioni della famiglia di Visione, come non siano né propriamente umani, né propriamente macchine. Più che una serie supereroistica, sembra di guardare la trasposizione di quella fantascienza così distopica che ha reso Phillip Dick famoso. Ambienti assolutamente comuni trovano mescolati dentro sé elementi come i Visione, risultando estraniante, destabilizzante, inquietante. Basta osservare l’immagine poco più sotto per comprendere l’operato di Walta.

Menzione speciale per Mike Del Mundo, che non perde un colpo, e fra una serie e l’altra è riuscito a realizzare delle fantastiche cover, come in esempio la cover a inizio articolo. Un bonus davvero adatto per una storia simile, da uno degli autori più in vista degli ultimi anni.

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Visione, il celebre sintezoide dei Vendicatori, ha deciso di metter su famiglia, generando sua moglie, e i loro due figli, il tutto alla ricerca della “normalità” che egli tanto desidera. La storia di propone dunque di narrare, come spesso accade in questo genere di serie, la vita del protagonista lontano dalle avventure con i Vendicatori, aprendosi con il trasferimento della famiglia nei pressi di Washington, a causa del lavoro di Visione, tramite fra i Vendicatori e il Presidente degli Stati Uniti. Non potrebbe esserci un incipit più diverso di ciò che la storia vera e propria verrà a proporci.

Come si può pretendere che una famiglia del genere possa inserirsi senza traumi nella vita quotidiana di una piccola cittadina? Osserviamo quindi la diffidenza da una parte, e la curiosità dall’altra, fatta di “selfie” con i membri della famiglia, ma anche di riprese fatte di nascosto, al solo scopo di postare sui social network questa famiglia così “anomala”. Al tempo stesso, i due giovani figli, Viv e Vin, affrontano la vita scolastica come dei normali adolescenti, ritrovandosi ben presto di fronte al grande dilemma che li accompagnerà in questa crescita: sono normali? Cos’è la normalità? E qual è la differenza fra loro e un comune essere umano? Il senso dell’integrazione e della diversità viene così espresso in maniera perfetta da King, riprendendo in parte delle tematiche tanto care alle narrazioni legate agli X-Men.

Ma ciò che la fa da padrone in questa serie è la vera e propria paura che genera mostri da entrambi i lati della barricata: da un lato avremo il timore dei normali cittadini, impauriti da avere così vicini essere talmente potenti da sì, essere eroi, ma pur sempre dei “robot”, delle “macchine”, che non possono dare certezze; dall’altro la paura della famiglia di Visione, desiderosi solo di quella normalità che non riescono ad afferrare, spaventati da ciò che gli esseri umani potrebbero togliergli.

Ed il primo omicidio è già avvenuto.

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Visione Un po’ peggio di un uomo ci viene direttamente presentato in versione cartonata, con una ottima edizione, ad un prezzo assolutamente in linea con lo standard Marvel. Una lettura che di fatto non è scorrevole, che richiede riflessione e attenzione, da leggere un po’ alla volta per essere davvero apprezzata al meglio. Consigliata a chiunque, sia neofiti, sia chi cerca qualcosa di diverso dai soliti cliché.

Visione Un po' peggio di un uomo

Visione Un po' peggio di un uomo
8.8

Chine

9/10

    Disegni

    9/10

      Storia

      9/10

        Leggibilità

        9/10

          Indipendenza

          9/10

            Pros

            • Indipendenza tale da renderlo un prodotto fruibile a tutti
            • Atipico e originale
            • Indicato agli amanti del Thriller
            • Tematiche forti e attuali

            Cons

            • Lontano dal genere supereroistico
            • Può risultare pesante

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