Volt 1, C’era una volta la fumetteria… – La Recensione

Anteprime
Andrea Prosperi
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

La realtà editoriale italiana non è affatto semplice per ciò che riguarda il mondo dei fumetti. Un mondo fatto di rischi, di tentativi, e anche di sperimentazione. E se c’è un editore che ha deciso di puntare fortemente su una linea del genere, è assolutamente SaldaPress. Forte del successo delle testate Image The Walking Dead e Invincible, ha proseguito proponendo gran parte del patrimonio fumettistico della casa editrice americana, con le già recensite ottime serie Nailbiter e Copperhead, affiancandogli nel catalogo capolavori conclamati come il cult Guerra Bianca.

Ed ecco che, in questo Gennaio, si prepara al debutto di un giovane talento tutto italiano, proponendo al grande pubblico il primo numero di Volt. A noi di Nerdplanet.it il piacere di recensirvelo in anteprima.

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Che vita di Mecha

SaldaPress ha dunque deciso di puntare le sue fiches, con una pubblicazione fin da subito bimestrale per la produzione del fumetto comico di Stefano The Sparker Conte. L’autore si occupa sia dei disegni che della sceneggiatura, prediligendo un lavoro in bianco e nero. Già da questa scelta artistica riusciamo dunque a comprendere alcune delle influenze subite dall’opera: Volt trae a piene mani dall’immaginario collettivo tipico di molti gag manga, senza però essere banale o ripetitivo, ma anzi, con una spiccata originalità. Lo stile è riattualizzato per l’Occidente, senza scadere dunque nei pessimi esperimenti di “manga” occidentale che abbiamo visto negli ultimi anni. Linee semplici, pulite, prive di sfumature, nel più classico esempio di striscia umoristica. Uno stile all’apparenza poco elaborato, ma che trova piena realizzazione proprio in questa scelta stilistica, prediligendo il dettaglio e evitando inutili composizioni “barocche”.

Volt si presenta dunque come un piccolo gioiello del suo genere, una parodia di se stesso che non cerca e non vuole prendersi sul serio, e riesce benissimo nel suo scopo. Una sceneggiatura brillante per l’autore, con una ottima gestione dei tempi, grazie ad un ritmo semplice ma coinvolgente, che riesce a strappare più di qualche risata.

Ma questo lavoro non è debitore solamente della cultura giapponese, ma anche dalla contemporanea cultura pop: se c’è una fonte di ispirazione possiamo trovarla nella celebre serie TV The Big Bang Theory, capostipite nel far diventare mainstream ciò che riguarda la cultura nerd, sdoganandola e estraendola da quei confini in cui è rimasta rinchiusa fino a poco tempo fa. Volt fa dunque uso di quella ironia comprensibile a chiunque, e non solo agli addetti ai lavori, anche se riesce ugualmente nel difficile compito di donare al lettore più livelli di interpretazione.

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C’era una volta la fumetteria…

La trama risulta semplice e piuttosto lineare: Volt è un giovane mecha che sogna di diventare fumettista, vive con la madre (disegnata e caratterizzata come una gustosissima citazione di Darth Vader), e presto sarà costretto a trovare un nuovo lavoro, se non riuscirà a realizzare il suo sogno. Così, tra scene comiche, frustrazioni, e delusioni, il nostro eroe finirà per diventare il commesso di una fumetteria, trovandosi per la prima volta dall’altro lato del bancone. Una narrazione fatta di risate, di vignette che da sole risulterebbero già ottime strip comiche, sia nella realtà quotidiana familiare, sia in quel piccolo microcosmo che è in realtà ogni fumetteria, tra clienti e situazioni di ogni tipo.

Fantasia e realtà si fondono in una divertente satira. Se c’è un autore italiano che ha già mostrato uno stile simile, è sicuramente Leo Ortolani con il suo Ratman, ai cui fan è assolutamente consigliato leggere Volt, con la speranza che rimangano anch’essi sorpresi dalle tante caratteristiche positive dell’opera di Stefano Conte.

La vera caratteristica vincente di Volt è tuttavia il suo essere egli stesso parodia di sé. Una rivisitazione di un intero ambito che riesce a non prendersi sul serio, puntando su una ironia difficile da gestire, ma che in Volt risulta assolutamente in armonia con la narrazione, senza stancare, e riuscendo a stupire. Certo, rimane l’incognita di ciò che l’autore riuscirà a comporre nei prossimi mesi, ma la fiducia è d’obbligo dopo un ottimo primo numero.

L’albo per ora presenta davvero diversi bonus: oltre alla storia principale abbiamo infatti una serie di strisce comiche tratte da Che Vita di Mecha, opera precedente dell’autore, Le Cinetiche Avventure di Mangaman. Questo è una sorta di metafumetto, trattandosi delle strisce comiche che Volt cerca di pubblicare durante la sua prima avventura, e No Robot, anch’esse di Stefano The Sparker Conte.

Ricordiamo che troverete Volt in vendita dal 20 di Gennaio, con cadenza bimestrale, al costo di 2,99€, edito da SaldaPress.

Volt 1 C'era una volta la fumetteria...

Volt 1 C'era una volta la fumetteria...
7.5

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8/10

    Disegni

    8/10

      Storia

      8/10

        Leggibilità

        8/10

          Indipendenza

          8/10

            Pros

            • Originale
            • Divertente
            • Satira da nerd, per i nerd

            Cons

            • Mancanza del colore

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