Warship Jolly Roger: 1. Senza Ritorno – Recensione

Fumetti
Angelo Tartarella

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Warship Jolly Roger: 1. Senza Ritorno è il primo volume di una nuova saga fumettistica fantascientifica ambientata nello spazio, pubblicata in Italia da Edizioni Star Comics, scritta da Miguel “Miki” Montillo e Sylvain Rumberg, con i disegni e i colori dello stesso Montillo, presentata a Lucca Comics and Games 2016.

Seconda Stella a Destra e poi dritto verso il Cuore della Via Lattea

Warship Jolly Roger: 1. Senza Ritorno racconta una storia cruenta e pian di situazioni emozionanti e coinvolgenti. La storia inizia con un’evasione, quella di un gruppo di prigionieri con niente in comune, da una prigione spaziale. In realtà tutto è cominciato da una ribellione scoppiata nel centro di detenzione che è sfuggita di mano, ma l’inizio di questa non ci viene raccontata, ma solo narrata, in quanto, quello che ci viene mostrato è solo la prigione che brulica di guerriglia, mentre i nostri tre protagonsiti sfruttano la distrazione delle guardie e i fronti multipli su cui sono impegni, per scappare. Il protagonista pricipale è Jon Tiberius Munro, condannato alla prigione dopo aver causato una massiva perdita di vite civili con una sconsiderata mossa strategica per mettere fine ad una battaglia che vedeva i Ribelli opporsi alla Confederazione, è il principale ricercato proprio da parte della Confederazione proprio a causa di quanto avvenuto in passato e di qualcosa che nessuno vuole che lui riveli.

pix9

Gli altri personaggi principali sono: Alisa Rinaldi, Nikolai Kowlaski, Tredici (con il suo indimenticabile gufo androide) e il Presidente Vexton. Alisa Rinaldi fa parte dei ribelli, che però, al contrario di quanto potrebbe pensarsi essendo questa un’opera fantascientifica, sono ben lontani dall’essere i buoni, al contrario di quanto in un primo momento potrebbe sembrare. Nikolai è un criminale, principalmente un cotrabbandiere ma che nasconde anche segreti ben più oscuri. Tredici è invece il personaggio più misterioso del gruppo e quello che si scopre di lui in questo primo albo e poco ma già decisivo. Il Presidente Vexton è invece il villain principale, caratterizzato davvero bene per spiegare il perchè del suo essere il cattivo. Difatti il suo comportamento non è dettato solo dalle necessità politiche, nè sempre dalla voglia di potere, a volte si tratta di puri atti di cattiveria che però vengono contestualizzati in un personaggio egoista, egocentrico e bugiardo.

Mai giudicare un ricercato dalla foto del mandato di cattura

La frase riassuntiva per spiegare come mai i personaggi e la trama ideata e scritta principalmente dallo stesso Montllò e poi terminata da Runberg è proprio: mai giudicare un libro dalla copertina. Un gruppo di fuggiaschi contro un Confederazione Planetaria malvagia, sembra qualcosa di già visto, vedendo Jon, il protagonista, in copertina, si pensa che sia un personaggio/clichè e il titolo è già una citazione a sè. Eppure sin dalla prima pagina tutto lavora per smentire questi preconcetti. Innanzitutto, partendo proprio da Jon, Montllò e Runberg danno subito una sua prima versione, che è molto vicina a quella in copertina, anche se non è esattamente quella, ma poi portano il lettore a capire che quello che si sta guardando non è il protagonista di un film d’azione, nato e cresciuto con la benda sull’occio e il fucile in mano, no, ha una sua storia che lo ha portato a diventare così.

01-8

Lo stesso lavoro di costruzione e demolizione di clichè viene fatto con tutti i personaggi, principali e secondari, portando una trama lì dove nessuno ha mai osato andare prima (citazione necessaria per charire che un’opera che si intitola Warship Jolly Roger non parla di pirati).

Tutto questo porta la trama a evolversi su vari livelli e in vari modi, fornendo ad ogni personaggio un suo ruolo, una sua storia e una sua trama, senza che ciò vada a complicare e confodere quella principale, ma anzi, approfondendola e chiarendo il contesto in cui tutto sta avvenendo, permettendo al lettore di immaginare le basi di un universo narrativo, partendo solo da alcune pagine.

Una Matita per Domarli Tutti

I disegni e la colorazione di Montllò vanno subito a chiarire come l’opera non sia assolutamente da prendere sotto gamba. Dal primo momento i disegni sono maturi e forti. La cura dei dettagli è eccezionale e ogni scena viena resa al meglio, indifferentemente che si tratti di una scena di guerra con astronavi ed esplosioni, nè che si tratti di un dialogo tra dei personaggi che rimangono tranquilli e seduti. I volti prendono letteralmente vita, mostrando in modo diretto aspetti dei personaggi che altrimenti avrebbero richiesto che troppe cose venissero rivelate in modo troppo diretto. Montllò riesce inoltre a dare una grande idea del movimento, sia che si tratti dei singoli personaggi che delle astronavi e a volte lo fa facendo un ottimo utilizzo della griglia.

2072a2198bb9adf2bd166c86710575b3

Senza contare le volte in cui  ai disegni è lasciato tutto, in quanto non si sono nè dialoghi, nè suoni ed è a quel punto che emerge chiaramente quanto Montllò conosca bene i personaggi, avendo dato un grande contributo nel crearli. Anche in assenza di testo, Montllò riesce a chiarire quello che sta succedendo e come la situazione si evolverà, come lo stiano realizzando i personaggi coinvolti e cosa ne pensino.

Lasciatemi sparare… sono un ricercato

Ogni scelta ha le sue conseguenze, alcune buone altre meno. La storia raccontataci da Montillò e Runberg è davvero coinvolgente e forte. Unico problema è che è adatta solo ad un pubblico adulto e che avrebbe bisogno di una sua pubblicazione regolare, mentre Warship Jolly Roger 1. Senza Ritorno fa parte della collana Star Comics Presenta che invece raccoglie diverse storie, divise per albi, una scelta questa che potrebbe portare i lettori a perdere interesse per una trama che invece lascia la fame di un prosieguo.

Su questo ultimo punto va fatto un importante distinguo, ovvero: ci sono opere che quando se ne legge un volume soltanto non danno abbastanza soddisfazione, il che non vuol dire che non siano buone ma semplicemente che hanno una costruzione della trama che non permette a quei singoli volumi di essere pienamente godibili se letti singolarmente, ma che necessitano di avere diversi volumi, se non direttamente un Omnibus o qualcosa di simile che raggruppi tutta la storia.

montllo

Warship Jolly Roger 1. Senza Ritorno non appartiene (fortunatamente) a questa categoria. Quando si parla di quest’opera si parla di un’opera che potrebbe benissimo essere letta singolarmente, perchè dice molto e lo dice bene, ma lascia la fame di curiosità e le domande senza risposte necessarie affinchè il lettore sia desideroso di leggerne il seguito.

Gli unici tre difetti che restano da nominare sono: i contenuti che, essendo forti ed espliciti, rendono Warship Jolly Roger una storia riservata ad un pubblico adulto, l’edizione che, a causa di un qualche errore di stampa, rovina la resa delle vignette, facendole a volte invadere da macchie d’inchiostro che vanno a rovinare il lavoro di Montllò oltre che la lettura.

avt_sylvain-runberg_4455

Infine bisogna considerare che i clichè, per quanto utilizzati in maniera davvero originale, potrebbero alla fine risultare depistanti per un lettore non informato e portarlo a credere che l’opera non sia originale e sorprendente ma solo una rimasticatura di storie già raccontate e personaggi già visti.

Warship Jolly Roger 1. Senza Ritorno

Euro12
Warship Jolly Roger 1. Senza Ritorno
8.06

Chine

8/10

    Disegni

    9/10

      Storia

      8/10

        Leggibilità

        8/10

          Indipendenza

          8/10

            Pros

            • Disegni Ben Fatti
            • Ottimo uso di Flashback e cambi di contesto spazio-temporale
            • Personaggi molto ben costruiti
            • Trama Solida e convincente
            • Plot coinvolgente e interessante

            Cons

            • Qualche difetto grafico dovuto alla pubblicazione
            • Presenza di alcuni clichè nella trama

            Altri articoli in Fumetti

            Dragonero – Il Fantasy a Fumetti tutto italiano

            Gianmarco Sampirisi28 marzo 2017

            Aliens: Defiance (1 di 6), la Recensione – NO SPOILER

            Angelo Tartarella27 marzo 2017
            Highschool of the Dead

            È morto Daisuke Satō, autore di Highschool of the Dead

            Alessandro d'Amito27 marzo 2017
            Cover di Khaal - Louis e Séche

            Recensione: Khaal – Cronache di un imperatore galattico

            Vito Fabrizio Brugnola27 marzo 2017

            The Spirit: il ritorno del ragazzone in blu

            Filippo Scaramuzzi25 marzo 2017

            Generations: svelato il mistero della prossima miniserie Marvel

            Andrea Prosperi24 marzo 2017